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Associazione Italiana Celiachia ONLUS Toscana

via Boncompagno da Signa, 22/C
50058 - Signa (FI)
P.I. 05197480485
C.F. 94062990489
Tel. 055.8732792
Fax 055.8790627
segreteria-regionale@celiachia-toscana.it
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Orario di apertura segreteria:
dal lunedì al venerdì
9.00-13.00 e 14.00-17.00
la dietista è presente in sede compatibilmente con gli impegni esterni

I progetti di AIC Toscana

PROGETTO SAHARAWI

Nel 2001, partendo da uno studio condotto nel 1997 dal Prof. Carlo Catassi in cui si asserisce che la diagnosi di celiachia riguarda il 5-6% del popolo Saharawi (Catassi Ratsch,Gandolfi,Pratesi Fagiani El Asmar “Why is coeliac disease endemic in the people of the sahara”, pubblicato nel 1999), l’Associazione Italiana Celiachia Toscana inizia una grande campagna a livello nazionale di sostegno al popolo Saharawi. Nasce il progetto Saharawi. L’aiuto dell’Associazione e’ da sempre diretto nei confronti della popolazione celiaca che vive in tendopoli nei campi profughi presso Tindouf nel deserto dell’Algeria, dove sono già stati diagnosticati 600 celiaci. La situazione nei campi è drammatica soprattutto per quanto riguarda la scarsità di generi alimentari, per non parlare dei prodotti necessari ai celiaci. La partecipazione di AIC al progetto prevede:

- diagnosi in loco, coordinate da medici italiani;

- invio periodico di farina senza glutine per il fabbisogno complessivo annuo: 6 kg\mese a persone, per un totale di 36.000 kg\anno, quantità destinata a crescere ad ogni celiaco diagnosticato;

- impianto di un ambulatorio completo per la diagnosi e il controllo;

- formazione e mantenimento di equipe locale che proceda a diagnosi e controllo; verranno organizzati appositi corsi di formazione per il personale medico e paramedico operante nelle singole “villaya” tra cui i medici, i tecnici di laboratorio, i nutrizionisti, gli infermieri e le ostetriche. La diffusione della cultura della celiachia permetterà di imparare a gestire le nuove diagnosi, il follow up, e l’assistenza alle famiglie tramite informazioni sulla corretta dieta.

Ogni anno vengono inoltre organizzate due spedizioni presso i campi profughi con personale medico specializzato per aiuto e assistenza alle popolazioni.

Se adesso l’Associazione Italiana Celiachia si è impegnata a provvedere al sostegno alimentare della popolazione celiaca, come obiettivo di lungo periodo, intende provvedere allo sviluppo della popolazione, inteso come renderla autosufficiente nella gestione della celiachia sia dal punto di vista sanitario che sociale. Il nostro aiuto, dunque, non è mirato unicamente all’emergenza alimentare, ma è proiettato alla ricerca e all’educazione sulla celiachia. A questo scopo si è finanziata la costruzione di un laboratorio medico denominato “Dipartimento di celiachia” e si sono individuati medici locali, che potrebbero gestire nel tempo la celiachia presso i campi profughi, in quanto trattasi di giovani neolaureati in gastroenterologia presso Università italiane.

Il progetto si è concluso a dicembre 2014.


 










pagina aggiornata il 21/09/2015