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L’Associazione Italiana Celiachia dal Ministro Maristella Gelmini: “la digitalizzazione deve semplificare la vita dei pazienti celiaci e aiutarci a risparmiare i soldi pubblici”

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Ieri, 6 Maggio 2021, a Roma l’Associazione Italiana Celiachia ha incontrato il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini per chiedere il suo intervento sulla digitalizzazione dell’assistenza ai pazienti celiaci e sulla circolarità tra le diverse regioni.

“I celiaci finalmente hanno diritto alla stessa assistenza in tutte le regioni e PA senza più differenze nei tetti di spesa. Questo, grazie alla trasformazione del buono digitale, può rendere davvero concreta la possibilità di accedere alla terapia anche in regioni diverse da quella di residenza, un obiettivo che AIC indica da anni” dichiara il Presidente Giuseppe di Fabio a colloquio con il Ministro Gelmini, che si è impegnata a favorire personalmente il dialogo con la Conferenza Stato Regioni.

Mancano solo cinque regioni per raggiungere la completa digitalizzazione del buono per l’erogazione della terapia senza glutine, che garantisce risparmi significativi in termini di risorse pubbliche, la semplificazione dell’accesso alla cura dei pazienti e la modernizzazione della sanità pubblica, obiettivo dei governi da anni.
“È necessario arrivare subito al 100% delle regioni con buono digitale e vigilare affinché i sistemi operativi utilizzati consentano la piena circolarità del buono tra le regioni. Senza dimenticare che la digitalizzazione permette un risparmio e una razionalizzazione dell’assistenza ai celiaci, oggi ancora circa 220.000 in Italia, quando sappiamo che dovrebbero essere circa 600.000” evidenzia Caterina Pilo, Direttore Generale dell’Associazione Italiana Celiachia.

L’incontro è stato l’occasione per evidenziare la necessità di uniformare le modalità di accesso alla vaccinazione anti covid, che per i malati di celiachia è, in questa fase, differenziata da regione a regione: in Lazio, Piemonte, Lombardia e Friuli Venezia Giulia i celiaci hanno priorità di vaccinazione inserendo il codice di esenzione, mentre in tutte le altre regioni non hanno alcuna priorità. “Non vogliamo discutere nel merito le scelte di priorità, abbiamo piena fiducia nell’operato delle autorità sanitarie del nostro paese. Ma se c’è priorità deve essere in tutte le Regioni, per non creare inutili allarmismi nei pazienti e dubbi sui provvedimenti assunti in tempi in cui credere nell’operato dello stato e sentirsi al sicuro assume grandissima importanza” conclude il Presidente Di Fabio.

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